Un gruppo di studenti di Novi Pazar, Serbia, si è messo in marcia lo scorso 16 ottobre per raggiungere Novi Sad per l’anniversario della tragedia che ha dato il via alle proteste di piazza. Sono bosgnacchi. Portano la bandiera della loro città e quella della Serbia
Le proteste in Serbia, benché di minore intensità, non si fermano. Il regime mette in atto una repressione ancora più dura, violando anche l’autonomia accademica. E come se nulla fosse pensa all’EXPO 2027 e all’immaginaria ripresa economica del paese
Da dieci mesi ormai non si placano in Serbia le proteste scoppiate dopo il tragico crollo della tettoia di Novi Sad, che ha provocato sedici morti. A metà agosto la dura reazione della polizia ha causato feriti e arresti. Il presidente Vučić nel frattempo ha annunciato misure economiche
Non si attenuano in Serbia le proteste contro il presidente Vučić: con la grande manifestazione del 28 giugno il clima si è fatto ancora più teso, segnando una possibile svolta a destra della contestazione
Le recenti elezioni amministrative in Serbia, nei comuni di Kosjerić e Zaječar, sono risultate come una sorta di banco di prova per il destino dell’intero paese. Evidenti irregolarità hanno spinto opposizione e studenti a chiederne la ripetizione, accolta per ora solo in un seggio a Kosjerić
Col proseguire delle proteste in Serbia, le autorità continuano a reprimere utilizzando anche lo strumento della carcerazione preventiva come misura punitiva. Emblematico il caso dell'attivista Marija Vasić, entrata in sciopero della fame dopo mesi di detenzione
Nuovo governo a Belgrado, nel segno del presidente Vučić e delle continuità: il neo-premier Đuro Macut promette una via d'uscita alla crisi politica in atto nel paese dal tragico crollo della stazione di Novi Sad, ma nelle strade del paese continuano le proteste degli studenti
Hanno percorso 1400 chilometri dalla Serbia fino a Strasburgo: un gruppo di studenti ha attraversato il Vecchio continente per far sentire la voce delle proteste in Serbia, e chiedere aiuto all’Europa
Lo scorso weekend a Belgrado si sono radunati i sostenitori del presidente Vučić e del suo SNS. Trasporti e cibo pagati dal partito, poco entusiasmo, poca creatività e molta retorica. Intanto a Novi Pazar gli studenti in protesta hanno mostrato di saper abbattere divisioni e pregiudizi
Dopo decenni di speranze irrealizzate e mesi di proteste contro il presidente Vučić, in tanti in Serbia non vedono più l'UE come un interlocutore sincero e davvero interessato al futuro democratico e ai diritti umani nel paese. Un commento amaro della nostra corrispondente
La manifestazione di sabato 15 marzo a Belgrado è stata la più grande manifestazione di protesta della storia serba. Centinaia di migliaia di studenti e cittadini si sono ritrovati nella capitale per manifestare pacificamente. Non sono mancati però incidenti e provocazioni
Sono dodici anni che il presidente serbo Aleksandar Vučić invoca una non ben definita lotta alla corruzione. Fino a poche settimane fa si trattava di una vuota retorica. Ora, per calmare l'impeto delle proteste, sono scattati alcuni arresti ma restano poco convincenti e le proteste non si placano
Sabato 1 marzo a Niš si è tenuta la terza grande manifestazione studentesca. Decine di migliaia di cittadini di tutto il paese hanno protestato per 18 ore filate nella principale città della Serbia meridionale. Ne è uscito una sorta di documento programmatico chiamato Editto degli studenti
Due paesi e due realtà diversi: sono quelli visti nelle strade della Serbia lo scorso weekend. Da un lato decine di migliaia di studenti e cittadini che marciano di città in città invocando lo stato di diritto, dall’altra i fedeli del presidente Vučić, trasportati in autobus e treno a spese dei contribuenti
La protesta, avviata dagli studenti, si sta diffondendo a macchia d’olio in tutta la Serbia grazie all’energia e all’intelligenza dei giovani, innescando cambiamenti. La paura ha cambiato campo e finora questa è la più grande conquista del movimento studentesco. Un commento
Il potere in Serbia, scosso dall’ondata di proteste massicce che proseguono ormai da tre mesi, cerca di correre ai riparti organizzando contro manifestazioni e rilanciando la fondazione di un nuovo movimento politico. Uno scorcio della manifestazione a Jagodina dello scorso 24 gennaio
Gli studenti in Serbia tornano protagonisti: da oltre un mese sono scesi in piazza, dopo che alcuni di loro erano stati aggrediti durante una manifestazione per commemorare le vittime del crollo alla stazione di Novi Sad, in cui sono morte quindici persone
La Serbia è un paese in ebollizione: dalle manifestazioni per i morti del crollo della stazione a Novi Sad a quelle contro l’apertura di una miniera di litio da parte della Rio Tinto. E i giovani tornano protagonisti della protesta
Non si placa in Serbia l'ondata di indignazione provocata dalla morte di quindici persone, schiacciate lo scorso primo novembre dalla tettoia della stazione ferroviaria di Novi Sad. Tra proteste e tentativi di insabbiamento, si cerca ancora la verità sulle responsabilità della tragedia
La leadership politica serba e i mezzi di informazione vicini al governo hanno esultato per la vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane, convinti che il nuovo inquilino della Casa Bianca avrà un occhio di riguardo per Belgrado, soprattutto sulla questione del Kosovo